Perinde ac cadaver ( come un cadavere)

e’ vecchio lo specchio del mio bagno

qualche ragno ha steso la sua tela,

sulla polverosa ed erosa cornice,

di cui la vernice e’ ricordo lontano.

l’artigiano dice che non c’e’ modo,

non basta qualche chiodo e un po’ di colla,

l’argento e’ ossidato, la struttura crolla,

persino la piastrella che lo sostiene,

poverella , e’ da buttare, non conviene.

Scaltro sarebbe comperarne un altro,

adattare quello dell’altra stanza,

ma son costretto a dargli torto,

cambiarebbe tutta la sua sostanza,

su uno nuovo non mi ritrovo,

mi vedrei normale, vivo che sara’ morto
non quell’immagine confusa

annerita di caligine, ombrosa,

che mi fa ancor viandante dimesso

che si sofferma in bagno

non per il cesso in se stesso,

ma per quel ragno, per quel vecchiume,

quelle zanzare intorno al paralume,

non per lavare ma per le schiume

di certi saponi rubati agli alberghi,

per i gerghi che usan i rubinetti,

che gli specchi nuovi e perfetti

non sanno interpretare,

come un cadavere di scarrafone

che vive nuovamente

quando vortica nello sciacquone

cosi’ io, di cose morte ho bisogno

per vivere il sogno, per non avere meta,

per resuscitarle all’immaginazione

per sentirmi dio, per la mia genesi

per la mia ri- creazione.

Pubblicato in:  on Lunedì 31 Marzo, 2008 at 12:07 pm Lascia un Commento
Tags: , , ,

il silenzio

si infila dritto come una spada,

diventa curva corazza,

si infiamma senza luce

bruciando cio’ che e’ dentro:

sensi e sentimenti.

sentinella delle paure,

guardiano delle ansie,

fissa il nostro confine,

vede

i nostri prati di speranze

diventare pietraia,

le nostre fedi polverizzarsi,

Le nostre stelle spegnersi.

Il soldato diventera’ nostra maesta’.

La nostra testa sara’ troppo pesante

per rialzarla ancora.

Pubblicato in:  on Domenica 30 Marzo, 2008 at 3:25 pm Lascia un Commento
Tags: , , ,