L’amore al tramonto

Il tempo unico, zetetico, e’ dopo il tramonto

quando non rispondo piu’ a comando

affioro pensando: non son solo pondo.

Lavorando , stando con gli altri parlando

mi rendo conto che solo uno spazio

mi resta in questo strazio fra l’agro e il ponto.

Il territorio del tramonto.

E in quell’ora e poche dopo,le ore delle sera,

posso viver veramente e raccontare

dell’amore, del suo esistere e cercare,

dell’amore che non viene per riempire,

dell’amore che arriva per svuotare.

perche’ l’amore non e’ per nostro colmo,

per nostra completezza, non e’ quel che vuoi

la ragione di ogni carezza e’ travaso di noi

in altro, in un altrui.

Solo se siamo vuoti e smarriti, frullati

come frutti tra i flutti di un mare sconosciuto,

quando a quel mare affidiamo la vita,

riusciamo ad amare.

Quando capiamo che amare non e’

bruciare la carne sullo stesso rogo,

che non e’ legare e legarsi ad un giogo,

quando scopriamo con amarezza

e preoccupazione che l’amore non e’

comprensione, non e’ tenerezza,

non e’ silenzio o giuramento,

non e’ assenzio o firmamento,

ma e’ violare ed essere violati,

sguarnire il confine, invadere

ed esser invasi, non clandestini

trasportatori di animi confiscati,

ma uomini liberi, amanti dannati.

Pubblicato in: on Domenica 11 Maggio, 2008 at 9:02 pm Lascia un Commento
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