Battesimo

Tu che sei nato a Cernobyl

quando non nasceva piu’ nessuno

Tu che sei nato a Seveso,

quando l’aria era veleno.

Ti che sei nato a Fukushima

mentre gli altri morivano.

Tu che sei nato in un barcone

ed allattato a Lampedusa

Tu meriti il piu’  bel nome.

Ti impongo il nome di Ieshu,

perche’ tu hai salvato il mondo.

 

 

Pubblicato in: on venerdì 18 marzo, 2011 at 2:23 pm  Lascia un commento  

Na someja a vinti ani (una foto a vent’anni)

se mi te vesse conossua a chii tempi,
te varie correst drio anca coi sgranfi
varia scrit par ti na canzon,na poesia,
un discorso de ochetto,un opera rock
magari sonaa co l’organo in sacrestia,
…ma te conosse dess, e ancora poc,
epur i to vinti ani e a so e to beeza
mi i vede passar co te varde i oci,
( scusa se me scampa na carezza,
e co ciacoe te vien el late ai zenoci)
si,so che te iera n’altra e diferente,
ma mi te vui ben des,e ghin profite,
par dirte che quel che te iera
ie afari che riguarda altra zente,
no mi,mi me piase quel che te si stasera
e doman e il tempo che vignara’ vanti
bea te iera, bea te si, i o dise tuti quanti.
e mi? net e scet,dise quel che sente:
el disco dei stil caunsil l’ho trova’,
(te o sa che te tegne in ment…)
bea te si, dess, par mi
e del tempo passa’
no me ne ciava gnent.

Pubblicato in: on domenica 9 gennaio, 2011 at 8:42 am  Lascia un commento  

in lettura

Umano Troppo Umano.

Segno e interferenza

Pubblicato in: on sabato 18 ottobre, 2008 at 11:33 am  Lascia un commento  

dai

dai dai

Pubblicato in: on mercoledì 1 ottobre, 2008 at 6:49 am  Lascia un commento  

Tic toc

Ogni secondo che passa

senza di te

e’ un inno alla liberta’.

Ogni ora una vittoria,

ogni giorno un trionfo.

Sentono le mie dita

l’addio dell’ ansia,

Respirano piano

i miei timpani

senza piu’ il terrore

della tua voce.

Senza te, finalmente.

Sporco del mio mondo,

Sono libero e civile.

Pubblicato in: on venerdì 15 agosto, 2008 at 5:47 pm  Lascia un commento  
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T’ho aspettata

Con le costole rotte

e il respiro mozzato,

t’ho chiamata.

Con i nervi delle mani

sfranti,

ti ho scritto.

Quale dolore mi spetta,

per ascoltarti dire

ti amo?

Pubblicato in: on lunedì 11 agosto, 2008 at 8:27 am  Lascia un commento  
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sette peccati capitali – ira

e’ l’emozione che sconfina,

e’ del senso di esistere in rivolta.

E’ il sentimento che, offeso,

e’ diventato orgia.

E’ il giusto contro quello giusto

e’ all’ora giusta contro l’ora giusta.

E’ nel luogo giusto contro il luogo giusto.

E’ suprema giustizia dell’umano, l’ira.

E’ La sua fine ed il suo oltre.

Pubblicato in: on mercoledì 23 luglio, 2008 at 5:03 pm  Lascia un commento  
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Sette peccati capitali-Accidia

La luce e’ malata, onda fessurata,

malate sono dunque le stelle.

Il tempo e’ malato, vissuto

sopra pelle, in spazio minuto.

gli dei sono malati, umanizzati,

mostri golosi,ingiusti, capricciosi.

Resta l’accidia, unica forma nuda

della vita vera, unica forma vera,

unico personaggio in scena.

Vivere,non vale piu’ la pena.

Esistere è sopravvivere,appena.

Pubblicato in: on venerdì 18 luglio, 2008 at 5:34 pm  Lascia un commento  
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maretta

li chiusa tra le maglie fitte di pescatore,

prigioniera sei,

lampara,

al vento della sera

che spande i tuoi lampi nel deserto.

profumo di una chimera,

quando ti rivedi bambina

in quel mare a dipingere

sabbie e sguazzare.

E quel profumo libero da respirare,

non questa vita,

da ingollare,

piena di gente da sostenere,

troppo umana da sopportare.

Pubblicato in: on venerdì 23 maggio, 2008 at 8:10 pm  Lascia un commento  
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L’amore al tramonto

Il tempo unico, zetetico, e’ dopo il tramonto

quando non rispondo piu’ a comando

affioro pensando: non son solo pondo.

Lavorando , stando con gli altri parlando

mi rendo conto che solo uno spazio

mi resta in questo strazio fra l’agro e il ponto.

Il territorio del tramonto.

E in quell’ora e poche dopo,le ore delle sera,

posso viver veramente e raccontare

dell’amore, del suo esistere e cercare,

dell’amore che non viene per riempire,

dell’amore che arriva per svuotare.

perche’ l’amore non e’ per nostro colmo,

per nostra completezza, non e’ quel che vuoi

la ragione di ogni carezza e’ travaso di noi

in altro, in un altrui.

Solo se siamo vuoti e smarriti, frullati

come frutti tra i flutti di un mare sconosciuto,

quando a quel mare affidiamo la vita,

riusciamo ad amare.

Quando capiamo che amare non e’

bruciare la carne sullo stesso rogo,

che non e’ legare e legarsi ad un giogo,

quando scopriamo con amarezza

e preoccupazione che l’amore non e’

comprensione, non e’ tenerezza,

non e’ silenzio o giuramento,

non e’ assenzio o firmamento,

ma e’ violare ed essere violati,

sguarnire il confine, invadere

ed esser invasi, non clandestini

trasportatori di animi confiscati,

ma uomini liberi, amanti dannati.

Pubblicato in: on domenica 11 maggio, 2008 at 9:02 pm  Lascia un commento  
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